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Palazzo dei Leoni, la violenza di genere al centro del convegno “Il Silenzio uccide. Parliamone!”

Sono stati diversi gli aspetti del problema trattati stamane, a Palazzo dei Leoni, nel corso del convegno “Il Silenzio uccide. Parliamone!”. Le varie angolazioni da cui è stata osservata la violenza di genere hanno restituito una preoccupante visione d'insieme, sviscerando un reato che vede al centro la donna e la sua dignità violata.


L'incontro, coordinato dal giornalista dott. Giuseppe Sanò, è stato organizzato dal Comitato Unico di Garanzia della Città Metropolitana di Messina. Ha aperto i lavori la Segretaria generale, dott.ssa Rossana Carrubba, che ha delineato un quadro generale del fenomeno, indicando poi come necessaria un’azione di educazione al sentimento che possa riconoscere il valore della donna in quanto tale.


La Presidente del C.U.G. della Città Metropolitana di Messina, dott.ssa Nicoletta Marcianò, ha posto l’attenzione sull’importanza del ruolo delle Istituzioni e delle politiche necessarie per ristabilire la parità di genere, elemento fondamentale per la crescita culturale della società.


Gli aspetti giudiziari, penali e investigativi, sono invece stati declinati dal Procuratore Capo della Repubblica di Palmi, dott. Emanuele Crescenti. Attenta la descrizione condotta sull’evoluzione delle tecniche processuali e di indagine che, in circa trent'anni, – ha spiegato Crescenti - ha modificato l’approccio con il reato e le relative procedure giudiziarie.


La giornalista della Gazzetta del Sud, dott.ssa Daniela Cacciola, ripercorrendo i recenti casi di cronaca, ha definito di grande portata il ruolo che l’informazione svolge nell’ambito dei reati di violenza di genere. Nel suo intervento, ha ribadito il valore assoluto dell’attività giornalistica, che deve sempre rispondere ai principi deontologici professionali.


Ma poiché la cronaca non è prerogativa esclusiva delle aule giudiziarie o delle testate giornalistiche, si è dato spazio anche al cinema, che spesso racconta storie di donne vittime di violenza. Se n'è parlato insieme al regista messinese Fabio Schifilliti, il quale ha raccontato la propria esperienza di regista coinvolto nella tematica, professionalmente e umanamente. Nel suo suggestivo cortometraggio “Omayma – Orme del tempo” è riuscito a descrivere tutto un crescendo di emozioni. Il docufilm racconta la storia di Omayma, mediatrice culturale tunisina, brutalmente uccisa dal marito, Faouzi Dridi, nel settembre 2015, a Messina.


In conclusione, una breve pièce di Maurizio Tortorella intitolata “Neanche con un dito” che, oltre all’autore, ha visto protagonisti Tresy Bruno, Salvatore Bruno, Maria Grazia Briguglio, Carmen Barrilà, Gaetano Giannetto, Daniela Sulfaro, Salvatore Ricciardi, Giusy Nicoletti e Pina Oteri.

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