PATTI, EVASIONE DA OLTRE 8MLN: NEL MIRINO DELLA GDF VUN’IMPRENDITRICE CINESE
- Grazia Di Mauro
- 20 gen
- Tempo di lettura: 2 min

Utilizzava un software gestionale di ultima generazione, non collegato al ai misuratori fiscali. Con questo escamotage riusciva a tenere traccia degli incassi giornalieri, evitando di comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate. Per questo a finire sotto il mirino dei Finanzieri del Comando Provinciale di Messina è stata un’imprenditrice di nazionalità cinese, che a Patti amministrava una ditta individuale e una società di capitali.
Le Fiamme Gialle della Tenenza di Patti hanno disvelato l’articolato sistema fraudolento, in occasione dei periodici controlli presso le imprese. In particolare, i Militari si sono accorti che le 2 attività emettevano scontrini palesemente alterati, stampati con grossolani errori ortografici e privi delle informazioni previste dalla normativa fiscale vigente.
I successivi accertamenti hanno consentito di scoprire l’esistenza di una contabilità parallela occultata, che utilizzava sofisticati strumenti informatici per evadere il fisco.
In particolare è stato accertato che per quasi tutte le transazioni che avvenivano in contanti presso la sede delle ditte non è stata fatta alcuna comunicazione al fisco. I files estrapolati dalle Fiamme Gialle parlavano di un’omessa dichiarazione di oltre 8 milioni di euro e la mancata memorizzazione e trasmissione telematica di circa 50.000 scontrini fiscali.
Le imposte non corrisposte al fisco sono state quantificate per circa 4,6 milioni di euro.
In esito alle attività di approfondimento, catalogazione ed analisi dei numerosi dati acquisiti, le Fiamme Gialle Nebroidee, hanno deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti l’amministratrice delle imprese sottoposte a verifica per dichiarazione fiscale fraudolenta.
In considerazione del o quadro probatorio, il G.I.P del Tribunale di Patti ha emesso la misura cautelare del sequestro preventivo, di liquidità, beni mobili ed immobili quantificabili 4,6 mln di euro tutti nella disponibilità dell’indagata e della società di capitali, da quest’ultima amministrata.
L’odierna attività dimostra come la missione istituzionale della Guardia di Finanza sia orientata a contrastare le frodi fiscali in tutte le loro declinazioni, con particolare riferimento ai circuiti fraudolenti volti all’evasione fiscale mediante strumenti ed applicativi informatici.








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