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PONTE, LA STRETTO DI MESSINA PROPONE CANTIERI ENTRO FINE ANNO. L’ANAC BLOCCA TUTTO


Nuovo capitolo nella vicenda del Ponte sullo Stretto di Messina. Nelle audizioni davanti alla commissione Ambiente del Senato sul decreto che riguarda commissari straordinari e concessioni, si apre un confronto diretto tra l’Autorità nazionale anticorruzione e la società concessionaria Stretto di Messina.


Per l’Anac il decreto del governo non risolve le criticità: il quadro economico e contrattuale è cambiato in modo rilevante e questo rende necessaria una nuova gara pubblica. Secondo il presidente Giuseppe Busia, il passaggio da un modello iniziale con una quota significativa di finanziamento privato a uno interamente pubblico modifica le condizioni di base del progetto. In questo scenario, proseguire senza un nuovo bando esporrebbe l’intervento al rischio di contenziosi e a possibili rilievi sul rispetto delle direttive europee in materia di appalti.


Un altro elemento riguarda l’andamento dei costi. Le cifre indicano un incremento progressivo: dai 3,9 miliardi del 2006 ai 6,7 miliardi del 2011, fino agli oltre 10 miliardi stimati oggi. Per l’Autorità, una variazione di questa portata rafforza la necessità di riaprire la procedura, sia per garantire trasparenza sia per verificare le condizioni di mercato aggiornate.

Diversa la posizione della società Stretto di Messina. L’amministratore delegato Pietro Ciucci respinge l’ipotesi di irregolarità e sostiene che non vi siano procedure di infrazione in corso a livello europeo. Gli aumenti dei costi, spiega, derivano dall’indicizzazione dei prezzi e dall’andamento dei mercati negli ultimi anni, fenomeno che ha interessato l’intero comparto delle grandi opere infrastrutturali. Non si tratterebbe quindi di modifiche sostanziali del progetto.


Sul piano tecnico, le uniche varianti riguarderebbero il tracciato ferroviario e l’inserimento di tre stazioni, interventi che, secondo la società, rientrano comunque nei limiti previsti dalla normativa. Da qui la convinzione che non sia necessario procedere con una nuova gara e che l’iter possa proseguire sulla base degli atti già esistenti.

Parallelamente continua il percorso amministrativo. Sono stati richiesti i pareri al Consiglio superiore dei lavori pubblici e all’Autorità di regolazione dei trasporti. È in fase di definizione un nuovo accordo di programma da sottoporre alla Corte dei conti. Inoltre, la documentazione è stata trasmessa alla Commissione europea per le verifiche relative alle direttive Habitat e Appalti.


Secondo le stime della società concessionaria, se l’iter autorizzativo verrà completato entro l’estate 2026, sarà possibile avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno. Una tempistica che resta però legata alla risoluzione dei nodi normativi evidenziati dall’Anac.

Nel corso delle audizioni sono emerse anche posizioni contrapposte sul merito dell’opera. I rappresentanti dei comitati contrari hanno parlato di risorse impegnate per un progetto senza prospettive concrete di realizzazione. Di diverso avviso le organizzazioni del settore ingegneria e progettazione, che hanno sottolineato il valore strategico del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia per il sistema infrastrutturale nazionale.

 
 
 

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