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Studia piatti da certificare per l’Europa e insegna cucina in carcere, Paolo Romeo cerca emozioni ora al Festival del Cinema Italiano

Lui è un po’ veneziano, un po’ genovese e se vogliamo dirla tutta anche un po’ tedesco, americano e della Repubblica di Singapore, in soldoni un cosmopolita che ha fatto della sua professione in cucina il suo un punto fermo anzi fermissimo. Ma dovunque sia andato e dovunque sia vissuto ha portato tanto del suo temperamento e marchio sentimentale del popolo messinese. Lo chef Paolo Romeo è rientrato nel 2019 nella sua Città dello Stretto dopo 26 anni in giro, coltivando la sua passione e in cui ritrova sempre sé stesso. Lui è come uno chef freelance che monitora i luoghi e che carpisce le tendenze da assorbire e fare proprie. Da marzo 2021 ha costruito la sua dimensione al Letrevì – bistrot Gourmet (Via I Settembre 104, Messina – Tel. 090 67273) al centro urbano che ha aperto con Gabriele Arcovito e che invece divide a tutt’oggi con la socia Antonella Ruggeri. Con tutto questo bagaglio è diventato a pieno titolo Presidente dell’Associazione provinciale Cuochi e Pasticcieri di Messina e con questo spiegamento di forze aderisce spesso come apripista a manifestazioni autorevoli e diramare così il verbo dell’eccellenza nelle materie prime siciliane e nelle sue zone di appartenenza.




Grazie a questo senso di appartenenza ha afferrato al volto l‘invito del Festival del Cinema Italiano e dell’organizzazione di Franco Arcoraci e Giusy Venuti di prendere parte ad uno dei momenti principi dell’Area Food, attraverso un Cooking Show che si terrà martedì 2 luglio. Il piatto da realizzare sarà sicuramente caratterizzante della cucina regionale che gioca sempre un ruolo trascinante nella preparazione. A condurre la tabella di marcia degli angoli gastronomici per tutto lo svolgimento della Kermesse è la giornalista enogastronomica Marcella Ruggeri. Paolo Romeo presta la sua estrosità in altri due locali di Messina, La Corte dei Mari e il Tikè con veste estiva con il meraviglioso scenario dello Stretto, poi esegue consulenze ed è un docente nell’Ente di formazione Civita a Catania.




Tra i passaggi salienti di crescita professionale della sua vita, c’è senza ombra di dubbio l’odierno incarico di docente di cucina siciliana nella Casa Circondariale di Gazzi, dove sta traendo grandi energia ed emozioni infinite con un corso congegnato ad hoc per il target del penitenziario che deve appunto riabilitarsi mediante progetti di formazione. Un altro step che gli sta trasmettendo veramente tanto è la programmazione strutturata della Cna Sicilia di fare conoscere le tipicità siciliane nel mondo con una proposta di riconoscimento alla Comunità Europea e di contribuire quindi con la redazione di un disciplinare che occuperà le cucine e i ristoranti su scala globale.

Tanta carne al fuoco per lo chef Paolo Romeo che cerca sempre di stringere collaborazioni preziose con altri colleghi per tradurre e valorizzare la “sicilianità”, con quegli spunti di stravaganza ma non di deformazione delle pietanze. E’ passata tanta acqua sotto ai ponti da quando Paolo provava a mettere in pratica le sue prime ricette all’Istituto San Pancrazio a Giardini Naxos con il maestro Cannavò, che gli ha trasmesso gli elementi sostanziali della sua carriera e di come avere cura dell’ambiente culinario e della sua strumentazione.

 

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