TRUFFA ALL’UE, SEQUESTRI E MISURE CAUTELARI PER SEI IMPRENDITORI AGRICOLI
- Redazione

- 5 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

Maxi-operazione contro le frodi ai danni dell’Unione Europea. Sei imprenditori agricoli sono stati colpiti da misure cautelari e due terreni agricoli in provincia di Messina sono stati sequestrati. Complessivamente sono 22 le persone indagate.
I Carabinieri dei Reparti per la Tutela Agroalimentare di Salerno e Messina, su disposizione dell’Ufficio del Gip di Messina e su richiesta della Procura Europea (EPPO, con sede a Palermo), hanno eseguito sei misure cautelari a carico di imprenditori siciliani: un arresto domiciliare con braccialetto elettronico, un obbligo di dimora e quattro divieti di esercitare attività d’impresa legate a contributi comunitari o statali, oltre a incarichi direttivi in aziende per un anno.
Parallelamente, è stato disposto il sequestro preventivo di beni e titoli per un valore complessivo di 361.283,97 euro, profitto parziale dei reati contestati, tra cui autoriciclaggio e associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di contributi UE tra il 2018 e il 2022, per un importo totale di ulteriori 1.468.839 euro. Sotto sequestro sono finiti circa 60.000 euro in titoli PAC Agea, altrettanti su conti correnti e conti titoli, due terreni agricoli in provincia di Messina e due appartamenti in provincia di Catania.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura Europea e condotta dai Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Salerno, ha fatto emergere una pratica diffusa di “migrazione” dei fascicoli aziendali da centri di assistenza agricola siciliani verso centri in provincia di Salerno e Latina, probabilmente per eludere i controlli delle autorità.
Le indagini hanno svelato un sistema sofisticato, basato sulla creazione di aziende fittizie, sulla falsificazione di terreni e sull’acquisizione fraudolenta di titoli PAC AGEA dalla Riserva Nazionale. I fondi europei, destinati al comparto agricolo, venivano così incassati indebitamente e successivamente reinvestiti o spostati tra conti societari per nasconderne la provenienza illecita, anche tramite aste pubbliche.
Gli inquirenti hanno ricostruito i rapporti tra le società e i singoli soci, monitorando ogni trasferimento di denaro, titoli e proprietà. È emerso un vero e proprio sodalizio criminale che ha approfittato dei fondi comunitari destinati all’agricoltura, mettendo a rischio la credibilità di un sistema di aiuti fondamentale per il settore.
Le 22 persone indagate, tra imprenditori e collaboratori delle società coinvolte, dovranno ora rispondere di accuse pesanti che vanno dall’associazione a delinquere al riciclaggio, fino alla frode aggravata ai danni dell’UE.








Commenti