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"Un posto a tavola": politica locale, lettera a De Luca e formazione al lavoro a San Pier Niceto

Un posto a tavola giunge alla sua quinta puntata. Questa volta, il suo conduttore Franco Arcoraci ha avuto con sé a tavola il conduttore televisivo di Telespazio Pino Chillemi e il consigliere Gaetano Maisano, che fece partire la differenza levando i cassonetti ai tempi in cui era assessore con Formica.


La trasmissione è iniziata con il racconto di Franco Arcoraci sul lavoro svolto per trent'anni nella Polizia Giudiziaria Investigativa con un breve riferimento all'insegnamento ricevuto dal Questore di Patti incontrato ad Alessandria: «Mi disse che per sapere cosa accadeva in città dovevo andare a lavoro in autobus e ascoltare le chiacchiere delle donne. Questo vizio non me lo sono mai tolto». Questo, il preambolo introduttivo di Arcoraci come spunto all'amico Maisano. Si entra nel vivo della trasmissione affrontando il tema delle aiuole, attività che rientra nell'ordinaria amministrazione così come pulire le strade. «Ho fatto una opposizione moderata, costruttiva –. ha raccontato Maisano - Essere un attento oppositore significa stare là, a vedere tutto quello che stava succedendo». Ben 47 le mozioni presentate da Maisano, di queste tra cui la mozione sul crocierismo la metà è stata bocciata dalla maggioranza del sindaco. Eppure tutti dovrebbero essere d'accordo quando c'è qualcosa di propositivo. Poi, in focus sul turismo, aspetto da non dimenticare in una cittadina ridente qual è Milazzo. Nota dolente: la chiusura del porto naturale, che dovrebbe essere un vanto per tutti. Si è fatto cenno al passaggio di Maisano a Sud chiama Nord con Cateno De Luca, che il consigliere ha definito «la scelta giusta alla Regione per ricevere un occhio di riguardo per Milazzo».


In riferimento alla lettera di avvertimento recapitata a Cateno De Luca in perfetto stile mafioso, si è parlato di una fetta di siciliani che non vuol cambiare. Alle accuse della missiva, il sindaco di Taormina replica negando di avere avuto rapporti con l'avvocato Cattafi, che semmai vide nel lontano 2006 e un'altra volta il legale si avvicinò ad uno dei comizi del politico. "C'è qualcosa di strano a Milazzo – ha dichiarato ai microfoni di Telespazio - oggi c'è la conferma. C'è una cappa politico-mafiosa. Ecco qual è la verità". In studio, si è manifestata la speranza che non sia così.


Altro argomento l'ostruzionismo a Maisano. Dopo molte richieste di accesso agli atti, e le relative diffide da lui elevate, ancora nessuna risposte. Ad oggi, sono trascorsi mesi ma la Legge dice che il Sindaco, o il dirigente, è tenuto a fornire risposte dopo 30 giorni. Un breve intermezzo per fare ascoltare ai telespettatori le dichiarazioni del sindaco di Milazzo, parole dure di denuncia quelle del Primo cittadino a chi ha governato prima di lui. Un Pippo Midili però dimentico di essere stato lui l'assessore al Bilancio all'epoca del dissesto della città mamertina. Roma mandò un ispettore ministeriale (Logoteco) per indagare le cause del dissesto ai tempi della Giunta Carmelo Pino e l'assessore al Bilancio era Pippo Midili, attuale sindaco di Milazzo. Dopo mesi nella relazione redatta si legge che a contribuire è stata la confusione con cui è stata gestita la contabilità "anche per mancanza della figura di riferimento negli uffici". Sono 60 i milioni di debito che hanno decretato il dissesto finanziario.


Non è mancato un botta e risposta Midili-Arcoraci, in differita e al vetriolo puro, proseguendo in un dialogo che va al rimpallo "da schermo a schermo". Una patata bollente anche la Tari e i coefficienti, con la considerazione che le tasse si pagano a fronte di servizi. Si è detto che il Commissariato non ha una sede e che la destinazione del porto sarà commerciale e non più turistica con la paura che il traffico di droga, come accade sovente, possa radicarsi in città.


Chillemi - per 3 anni assessore Ecologia, Trasporti e Bilancio San Pier Niceto - ha spiegato come l mondo delle Ferrovie sia cambiato. Sono tante le aziende di trasporto che circolano sui binari, ormai vige la liberalizzazione dei mezzi e delle tariffe. Sui binari sono diverse le aziende di trasporto, esiste il libero mercato. «Il concorso in Ferrovia non si fa più: prima ti formi (abilitazione, certificazione) e poi fai richiesta di assunzione, in Italia e in Europa, come sugli aerei con opportunità di lavoro non indifferenti. Questi corsi, attivi a San Pier Niceto, in provincia di Messina, raccolgono tutti coloro i quali ne facciano richiesta, dai 18 anni in su. A 20 giorni dalla chiusura di uno degli step formativi, è arrivata la prima assunzione in Trenord del Consorzio Trasporti Lombardia. Per l'iniziativa, che presto si estenderà ad altri comuni della Sicilia, sono arrivati i complimenti della ministra del lavoro. Un corso da macchinista dura 6 mesi e costa 14 mila euro, da capotreno 2 mesi. I costi dei corsi oscillano in base alle mansioni. È stato anche attivato un prestito d'onore per chi vuole accedere al corso di macchinista, che che potrà pagare quando inizierà a lavorare.


In chiusura, Maisano ha ringraziato Arcoraci per l'opportunità ricevuta: aver potuto rendere noto attraverso "Un posto a tavola" in che modo difende Milazzo e tutela i cittadini nonostante i vari ostacoli che incontra, nella città castello più grande d'Europa che non manca di nulla, Milazzo. Cappelletto di Arcoraci sul malcontento generale dei milazzesi che non gradiscono molte delle decisioni dell'Amministrazione comunale e domanda a bruciapelo per Chillemi circa l'eventualità di aumentarsi lo stipendio se fosse stato nei panni del sindaco Midili. Infine, i saluti finali e l'invito in studio, per quando lo vorrà, al sindaco di Milazzo.

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