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Milazzo, chiusura molo Marullo, la Presidenza della Repubblica risponde alla lettera di Doddo



È pervenuta la risposta circa la lettera che il consigliere Pippo Doddo, lo scorso  febbraio, ha inviato al Presidente della Repubblica al fine di ottenere una possibile fruibilità cittadina di aree che si trovano fuori dalla portualità, come ad esempio la rimozione della ringhiera che funge da barriera di sicurezza per l’area portuale, che se fosse ricollocata nella zona più interna consentirebbe la sistemazione di panchine con vista mare.

Gli uffici del Segretariato generale del presidente Mattarella dopo avere attenzionato la lettera, hanno scritto al Prefetto di Messina verificando quanto evidenziato dall’esponente politico di palazzo dell’Aquila. La Prefettura ha così contattato l’Autorità di sistema portuale che ha fornito chiarimento illustrando le attività che si svolgono nel porto mamertino, ivi compresa l’attività legata al polo industriale, comunicando che, per poter consentire lo svolgimento delle funzioni portuali è stato predisposto un Piano di sicurezza che prevede l’accesso alle banchine e alle adiacenti aree, esclusivamente a chi ha necessità di utilizzare i servizi portuali e con l’obbligo di controlli specifici sia sulle persone che sui mezzi che vi accedono. Nella risposta, si dà anche notizia dell’avvio da parte dell’Autorità di sistema, dopo “approfondito confronto” col Comune di Milazzo, dell’iter per la redazione del nuovo piano regolatore del porto che prevede nuove riallocazioni di funzioni portuali e che, non appena saranno effettuati gli interventi infrastrutturali necessari per le riallocazioni di alcuni servizi, sarà possibile operare una nuova valutazione dei rischi e conseguentemente proporre all’Autorità marittima una riperimetrazione degli ambienti di sicurezza che faciliterebbero la libera fruizione da parte della cittadinanza di parte del molo Rizzo e del molo Marullo.

Ciò secondo l’amministrazione consentirà di avviare attività anche di interesse urbano come l’area sollecitata dal consigliere Doddo che, non sarebbe necessariamente ricomprendibile all’interno del cosiddetto “porto operativo” che necessita invece delle specifiche misure di security.




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