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Cifre da play-off: la salvezza del Messina è costata cara a Sciotto


Quando per tutto l'anno occupi le posizioni più basse della classifica, ma conti alla mano, spendi quanto altri club di Serie C che hanno conquistato un posto nei play-off, è evidente che qualcosa non sia andata per il verso giusto.


In seguito all'intervista rilasciata da Pietro Sciotto alla Gazzetta del Sud, sono emersi alcuni dettagli relativi alle spese dovute affrontare dal club durante la stagione 2021/2022.


''Tanto, forse troppo, più di quanto preventivato all'inizio e con introiti in bilancio ridicoli''. Risponde così, il presidente, alla domanda sulla spesa fronteggiata durante l'ultimo campionato.


Secondo le ultime indiscrezioni, la cifra sborsata dalla proprietà giallorossa si aggira intorno ai 3 milioni di euro lordi, importo simile, se non superiore, a squadre che hanno ottenuto un piazzamento nei play-off. Il dato spicca inevitabilmente, essendo che il Messina con la medesima somma, non è andato oltre il raggiungimento di una salvezza per il rotto della cuffia.


I numeri della Lega in riferimento agli ingaggi, dimostrano come la squadra giallorossa sia ottava nella speciale classifica dei budget messi a disposizione per stipendiare i calciatori, vale a dire: piena zona play-off per soldi sborsati. Anzi, il milione di euro circa, stanziato da Sciotto per gli ingaggi, risulta inferiore alle corazzate Bari (6 milioni), Palermo (4,2 milioni); ma allo stesso tempo è molto vicino a quelli di Foggia (1,3 milioni) e Francavilla (1 milione); senza contare la vera outsider della scorsa stagione, ovvero il Picerno, andato ai play-off mantenendo il budget degli ingaggi intorno ai 600 mila euro.


Come se non bastasse, Sciotto sottolinea come nella casse della società, non ci siano mai state grandissime entrate: ''Gli introiti della 'Legge Melandri' e del 'minutaggio' avrebbero dovuto rappresentare un importante risorsa, ma invece non è stato così''.


Le poche partite in campo dei giovani non hanno permesso al Messina di ottenere ricavi importanti dalla Lega attraverso il 'Regolamento minutaggio giovani', la quale permette alle società di Serie C di percepire degli introiti nel momento in cui viene raggiunta la soglia minima di 270 minuti a partita per calciatori nati dal '99 in poi. Tuttavia, le esigenze di classifica nel girone di ritorno non hanno poi aiutato in tale direzione, dove i giocatori di maggiore esperienza si lasciavano preferire a dei giovani con meno attitudine a vivere certe partite.


Ultima, ma non ultima lacuna riguardante le entrate del Messina, proviene dal botteghino. In tutto l'anno la media è stata di 17mila paganti con 144 mila euro di incassi da cui detrarre le spese per Vigili del Fuoco e steward. A parte quella ristretta nicchia di tifo che ha dato sempre il suo sostegno, portare persone in massa allo stadio si conferma un tabù. Negli ultimi tempi però, grazie ad un maggiore coinvolgimento dei tifosi tramite particolari iniziative o contenuti social provenienti dai profili del club, la situazione è parzialmente migliorata.


Certamente, al netto delle uscite e delle entrate, diventa molto difficile portare avanti una società di calcio, soprattutto senza aiuti di amministrazioni locali e sostanziose partnership. Pietro Sciotto non è sempre stato perfetto, però in suo favore, si può tranquillamente dire che è stato l'unico a dimostrare attaccamento al Messina, non solo con le parole, ma anche con i quattrini.


Pietro Inferrera

Foto: ACR Messina Facebook

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