MESSINA, CARCERE GAZZI: AGGRESSIONE AGENTE PENITENZIARIA, CONSIPE CHIEDE MISURE URGENTI
- Grazia Di Mauro
- 6 giorni fa
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L’’ennesimo drammatico episodio di violenza si è consumato presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi dove a farne le spese è stata una Sovrintendente di Polizia Penitenziaria, in servizio come Preposto.
La pubblico ufficiale è stata brutalmente aggredita mentre tentava di soccorrere un collega sotto assedio. Il detenuto, di origine calabrese, noto per la sua intemperanza, ha dato sfogo a una furia inaudita fatta di spinte, calci e sputi al volto, colpendo violentemente la sovrintendente all'avambraccio e alla spalla.
Nonostante il dolore e la dinamica violenta dell'aggressione, l’agente non ha esitato a intervenire per sottrarre il collega di sezione a un destino ben peggiore, confermando quel senso del dovere che va oltre il semplice obbligo contrattuale.
Il Presidente nazionale del CON.SI.PE., Mimmo Nicotra, in una nota ha espresso ferma condanna per l’accaduto e sollevato la questione con estrema durezza verso i vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
“Siamo di fronte a un atto di puro coraggio da parte di una donna che, rivestendo il ruolo di Preposto, ha agito come baluardo di legalità – ha sottolineato- Questa Sovrintendente non solo ha subito lesioni fisiche, ma ha dimostrato una dedizione al servizio che merita, senza alcun dubbio, un pubblico riconoscimento e una proposta di ricompensa per il valore dimostrato. Non accetteremo che il suo gesto finisca nel dimenticatoio dei rapporti di servizio: il suo coraggio è il simbolo di una Polizia Penitenziaria che, nonostante l’abbandono e le carenze strutturali, resta l'unico vero argine alla violenza nelle carceri”.
Nicotra ha così rivolto un appello accorato al Capo del DAP, Stefano Carmine De Michele, al Vice Capo Massimo Parisi e al Direttore Generale Rita Monica Russo “È il momento di passare dalle parole ai fatti. La sicurezza non è una variabile dipendente, ma un diritto inalienabile” ha scritto a chiare lettere.
Nella missiva non solo la richiesta del trasferimento immediato e d'urgenza del detenuto aggressore, compresa l’azione disciplinare esemplare, ma soprattutto un’ispezione straordinaria presso il carcere di Gazzi.
Il presidente nazionale Nicotra contattato al telefono dalla nostra redazione ha anche sottolineato come la situazione resti allarmante anche all’interno dell’istituto penitenziario Vittorio Madia di Barcellona Pozzo di Gotto.
Tra gennaio e marzo, infatti, gli agenti rimasti coinvolti nelle aggressioni sarebbero oltre 5 con un’escalation di violenza che evidenzia tutte le criticità strutturali e di sicurezza all'interno delle mura della casa circondariale.








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