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MESSINA, IL NUOVO PIANO URBANISTICO PRENDE IN CONSIDERAZIONE LA REALIZZAZIONE DEL PONTE SULLO STRETTO



Un territorio fragile, esposto al dissesto idrogeologico, segnato da un’elevata sismicità e da uno squilibrio insediativo che concentra popolazione e servizi lungo la costa mentre l’entroterra si svuota. Ma che prende in considerazione la visione del futuro cittadino con la realizzazione del ponte sullo Stretto.


È da questa fotografia che parte l’atto di indirizzo approvato dalla giunta guidata da Federico Basile, su proposta del vicesindaco Salvatore Mondello, che avvia formalmente il percorso per la redazione del nuovo Piano urbanistico generale. Nel documento, l’amministrazione comunale riconosce una vulnerabilità strutturale del territorio messinese: il dissesto idrogeologico si intreccia con la sismicità, mentre il modello di sviluppo insediativo ha prodotto una città compressa sul fronte costiero e un entroterra frammentato, poco accessibile e non adeguatamente valorizzato, nonostante il patrimonio ambientale di rilievo.


A questo quadro si aggiungono edifici dismessi o in via di dismissione, indicati come potenziale leva per processi di rigenerazione urbana, e una contrazione demografica costante che incide sulla qualità della vita sotto il profilo socio-economico. L’atto di indirizzo fissa quattro direttrici operative che dovranno orientare tecnici e professionisti nella costruzione del nuovo strumento di pianificazione.


La prima è la centralità del paesaggio e il presidio del territorio: tutela e valorizzazione dei sistemi forestali, agrari, fluviali e costieri, riorganizzazione del ciclo delle acque e del drenaggio urbano, riduzione della fragilità territoriale e della vulnerabilità di edifici e tessuti urbani ai rischi naturali e antropici. La seconda linea riguarda la rigenerazione della città esistente: riqualificazione della città novecentesca del Piano Borzì, recupero della città pubblica e degli insediamenti precari, rafforzamento delle centralità locali e valorizzazione dei villaggi storici. La terza direttrice punta su reti infrastrutturali integrate: coordinamento tra i due porti, razionalizzazione della rete stradale secondo il Pums e la sicurezza urbana, potenziamento del trasporto pubblico locale, costruzione di una rete pedonale diffusa e di un sistema ciclopedonale continuo e integrato.


La quarta linea è l’attrattività del territorio, richiamata come obiettivo trasversale per sostenere qualità urbana e vivibilità. L’atto di indirizzo ha suscitato reazioni nel mondo ambientalista e nei comitati contrari al Ponte, che temono possibili ricadute delle scelte urbanistiche future. Nel documento, infatti, il nuovo Piano urbanistico generale tiene conto delle condizioni del territorio in relazione all’opera del Ponte sullo Stretto, tema destinato a rimanere centrale nel dibattito pubblico. Con l’approvazione della delibera, la giunta avvia la fase di costruzione del nuovo strumento di pianificazione: un passaggio che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà recepire le normative più recenti e rispondere alle criticità strutturali di una città esposta a rischi ambientali, fragilità territoriali e squilibri insediativi storicamente irrisolti.

 
 
 

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