PACE DEL MELA, LA PROCURA DI BARCELLONA CHIUDE LE INDAGINI PRELIMINARI NEI CONFRONTI DEL PADRE DI ANGELO PIRRI
- Redazione

- 23 ore fa
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La Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto ha concluso le indagini preliminari nei confronti di Sebastiano Pirri, pensionato di 63 anni, accusato dell’omicidio volontario aggravato del figlio Angelo di 41 anni. L’uomo si trova in custodia cautelare in carcere dal 9 luglio scorso, dopo l’esecuzione dell’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona su richiesta della Procura.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’omicidio risalirebbe alla sera del 3 giugno. Padre e figlio si sarebbero recati insieme in una zona isolata di Pace del Mela, in contrada San Gaspano. Qui, al culmine di una dinamica ancora al vaglio degli inquirenti, ma ritenuta frutto di una decisione premeditata, Sebastiano Pirri avrebbe esploso un colpo di pistola calibro 7,65, colpendo il figlio alla regione parietale posteriore destra, provocandone la morte.
Dopo l’omicidio, sempre secondo l’accusa, il 63enne avrebbe tentato di occultare il cadavere. Il corpo di Angelo Pirri sarebbe stato trasportato oltre una recinzione dell’autostrada A20 Messina–Palermo, in un punto dove era stata praticata un’apertura, e trascinato fino a una cunetta di scolo adiacente alla carreggiata. Il cadavere verrà rinvenuto soltanto il 6 giugno, dando il via alle indagini.
Un’attività investigativa complessa e articolata, coordinata dalla Procura guidata dal procuratore Giuseppe Verzera e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina, con il supporto del RIS di Messina, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia” e del 12° Nucleo Elicotteri di Catania. Decisivi gli accertamenti tecnici, balistici e biologici, che hanno consentito di raccogliere e documentare gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato.
A Sebastiano Pirri vengono contestati anche ulteriori reati: la detenzione illegale e il porto abusivo in luogo pubblico di una pistola calibro 7,65 e delle relative munizioni, marca Geco. Contestata inoltre la recidiva reiterata e specifica, in quanto l’uomo era già stato condannato in via definitiva per aver concorso nell’uccisione dell’infermiera Nastasi, un precedente che aggrava ulteriormente la sua posizione.
L’arresto è scattato al termine delle prime fasi investigative. I militari dell’Arma hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e, dopo le formalità di rito, Pirri è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Messina, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.








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