PATTI, NELLA CHIESA DEI SANTI MARTIRI LE ESEQUIE DI ANTONIO GATANI: PER TUTTI “UN NONNO AMOREVOLE E PRESENTE”
- Grazia Di Mauro
- 8 ore fa
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Una chiesa dei Santi Martiri a Patti gremita dare l’ultimo saluto ad Antonio Gatani. L’82enne è stato trovato insieme ai fratelli Giuseppe e Devis Pino lo scorso 28 gennaio, privo di vita nei boschi di Montagnareale. Le lacrime e le testimonianze delle nipoti rendono chiara la commozione e l’incredulità di una comunità che da 10 giorni è stata letteralmente catapultata in una tragedia che assume i contorni di un giallo.
In tanti hanno voluto salutare l’amico di una vita, ricordandolo con parole cariche d’affetto e stima.
Il rito funebre è stato officiato da don Emanuele Di Santo, rettore del Seminario Vescovile, e da don Salvatore Fragapane, parroco di Librizzi. Alle esequie erano presenti il sindaco di Patti, Gianluca Bonsignore e il sindaco di Montagnareale, Salvatore Sidoti.
Un’omelia, quella di don Emanuele che inevitabilmente ha richiamato la tragedia che ha scosso un’intera provincia di Messina. «Ricordiamoci di Antonio, della sua vita, del bene compiuto, degli affetti che non si interrompono in nessun momento, neanche in questa circostanza; della sua tragica morte, delle persone che lo amano e di una comunità che rimane scossa di fronte al male che, talvolta, sembra impadronirsi della nostra società».
All’esterno della chiesa, un clima di silenzio e rispetto, squarciato dalle parole e dalle lacrime delle inconsolabili nipoti che hanno letto una missiva, indirizzata ad un nonno premuroso, amorevole e sempre presente.
Ai nostri microfoni, un conoscente ha affermato anche che il contadino 48enne, finora l’unico ad essere iscritto nel registro degli indagati, è una brava persona. Incredulo che si possa trattare del responsabile.
Prima che il corteo funebre si muovesse verso il cimitero di Montagnareale, gli amici della band De Colores hanno voluto omaggiarlo con una tarantella, ricordando la sua grande passione per il ballo.
Intanto, continuano serrate le indagini della Procura della Repubblica di Patti chiamata a far luce su quanto accaduto in contrada Caristia di Montagnareale, lo scorso 28 gennaio.








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