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Per gli Usa Putin vuole portare la guerra in Transnistria



Il fronte a nord-est dell’Ucraina al momento sembra essersi parzialmente placato. A Kharkiv si respira da qualche giorno un minimo di tranquillità dopo due mesi di bombardamenti costanti. Di contro la guerra si incendia a sud e in special modo lungo la linea costiera. Le truppe terrestri di Mosca rimangono distanti da Odessa ma continuano da due settimane a martellarla dall’alto e dal mare. Questa notte la città è stata centrata da una decina di missili: tre di questi (Kinzhal ipersonici) hanno colpito un albergo, altri sette sono caduti su un centro commerciale. L’attacco ha causato una vittima e diversi feriti. Non è un mistero che Odessa rappresenti un grande obiettivo: la sua conquista consentirebbe al Cremlino di controllare buona parte del Mar Nero e priverebbe l’Ucraina di tutti i porti. Un’eventualità che a tutt’oggi appare remota, perché al di là dei bombardamenti a lungo raggio, l’esercito di Putin non appare in grado di sfondare via terra. Anche per questo, negli ultimi due giorni ha usato sia sottomarini che navi ed aerei per intensificare il conflitto sulla costa meridionale e per colpire la storica città costiera.

Nel frattempo cresce la tensione sul confine bielorusso: Minsk ha ammesso lo schieramento di forze speciali alle frontiere con l’Ucraina giustificandola come una mobilitazione difensiva mentre Kiev vieta tutti gli spostamenti di civili nell’area. L’intelligence americana, per bocca della direttrice Avril Haines, è convinta invece che Putin voglia estendere la guerra anche in Transnistria: “Il presidente russo si prepara ad un conflitto lungo”. Intanto, non si placa la furia attorno alla Azovstal. I soldati ucraini asserragliati all’interno hanno parlato di ben 34 attacchi dal cielo sullo stabilimento nelle ultime ventiquattr’ore.

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