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TORRENTE MELA, SVERSAMENTO DI RIFIUTI: ASSOLTI PER NON AVER COMMESSO IL FATTO



Si chiude senza esiti giudiziari una delle inchieste ambientali che più avevano fatto discutere il territorio negli ultimi anni. Al centro dell’indagine, i presunti sversamenti di rifiuti nel torrente Mela, un’area già fragile dal punto di vista ambientale e più volte finita sotto osservazione.


Un’inchiesta partita con toni forti e immagini che avevano colpito l’opinione pubblica: i blitz dei carabinieri, i sequestri di automezzi, le ipotesi di reati ambientali gravi e le richieste di misure interdittive nei confronti di alcuni imprenditori. Provvedimenti che, già nella fase iniziale, non avevano però ottenuto il via libera dell’autorità giudiziaria.


Con il passare dei mesi, il procedimento ha seguito un percorso più silenzioso, lontano dai riflettori, fino ad arrivare all’udienza che ha segnato lo stop definitivo. Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, sezione penale, ha infatti pronunciato il non luogo a procedere nei confronti di tutti gli imputati, stabilendo che non sono loro attribuibili i fatti contestati.


La decisione è stata assunta al termine dell’udienza celebrata davanti al giudice monocratico Anna Elisa Murabito. Secondo quanto emerso, il quadro probatorio non è stato ritenuto sufficiente a sostenere l’accusa in giudizio. In particolare, è stata evidenziata l’assenza di prove certe e individualizzate sulla responsabilità penale personale degli imputati, elemento indispensabile per ipotizzare una ragionevole previsione di condanna.


Di fatto, l’inchiesta si ferma qui, senza arrivare al dibattimento. Una conclusione che, sul piano giudiziario, chiarisce la posizione degli imputati, ma che lascia aperto un interrogativo più ampio sullo stato di salute del torrente Mela e sulla necessità di controlli e prevenzione in un territorio che continua a convivere con il tema della tutela ambientale.


Perché se la giustizia ha stabilito che non ci sono responsabilità penali da accertare, resta comunque l’attenzione su un corso d’acqua simbolo di criticità ambientali e di battaglie civiche. Una vicenda che si chiude nelle aule del Tribunale, ma che continua a interrogare istituzioni e comunità locali sulla salvaguardia del territorio e sul futuro del Mela.

 
 
 

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