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Pronto soccorso del Fogliani quasi al collasso, silenzio e indefferenza a Barcellona P.G.

Dura presa di posizione da parte della Segretaria Generale della CISL FP Messina, Giovanna Bicchieri e del Capogruppo del Movimento Città Aperta, Antonio Mamì

La questione "ospedali" versa in una situazione drammatica in provincia di Messina, i due comuni più grandi dopo Messina rischiano di rimanere sprovvisti di pronto soccorso, si parla di un bacino di oltre sessantamila persone.


Sulla questione si sono esposti la Segretaria Generale della CISL FP Messina, Giovanna Bicchieri e il Capogruppo del Movimento Città Aperta, Antonio Mamì. La segretaria lamenta la malagestione della sanità, soprattutto la scelta di mandare gli infermieri vincitori del concorso, al pronto soccorso di Barcellona Pozzo di Gotto chiuso da mesi, piuttosto che inviarli al Fogliani di Milazzo, dove la situazione è prossima al collasso. La solita anomalia.


Antonio Mamì è intervenuto sul silenzio creatosi attorno al "Cutroni Zodda". Situazione inaccettabile per il capogruppo, che mette a rischio la salute pubblica.



Le dichiarazioni della Segretaria Generale della CISL FP Messina, Giovanna Bicchieri

"Non comprendiamo quale possa essere la ratio nel lasciare una moltitudine di infermieri esperti in emergenza urgenza del Pronto Soccorso di Barcellona, ormai chiuso da mesi, nei reparti dello stesso ospedale, dove di recente sono arrivati gli infermieri vincitori di mobilità interna che dovranno essere destinati alla unità operativa di Riabilitazione. E’ impensabile ed ingiustificabile a nostro giudizio che mentre gli operatori della struttura di Milazzo stanno letteralmente scoppiando, a causa del sovraccarico di lavoro, e la cittadinanza aspetta ore per ricevere assistenza per il numero elevato di accessi, a Barcellona vi sia personale altamente specializzato che soltanto occasionalmente riceve qualche disposizione di servizio.
Il pronto soccorso di Milazzo a fronte di una dotazione organica che prevede 30 infermieri ve ne sono in servizio soltanto 23 di cui un coordinatore e cinque assenti a vario titolo. Su queste scelte per noi discutibili chiederemo l’intervento degli organi istituzionali a tutela dei lavoratori e del diritto alla salute dei cittadini.
Reputiamo tale situazione intollerabile, ancor più perché, pur segnalando la situazione da mesi, ad ora non abbiamo ricevuto il debito riscontro alle nostre numerose note e richieste. Perciò non faremo sconti e siamo pronti alla protesta se la situazione non verrà risolta nei prossimi giorni.
Ci chiediamo quale sia la reale motivazione per la quale l’Asp non stia ancora provvedendo ad effettuare ordini di servizio al personale infermieristico del Pronto Soccorso di Barcellona, già formato per lavorare in emergenza urgenza, almeno fino a quando la struttura non sarà riaperta. Ci aspettiamo soluzioni rapide, in caso contrario indiremo l’assemblea dei lavoratori propedeutica allo stato di agitazione del personale”.



Le dichiarazioni del Capogruppo del Movimento Città Aperta, Antonio Mamì

“Sul Cutroni Zodda da qualche tempo sembra essere sceso il sipario del silenzio e dell’indifferenza. Non si parla più della riapertura dei reparti, della riapertura del pronto soccorso e neppure della ventilata convenzione con la cooperativa Il Giglio. È un silenzio scandaloso, alla luce della folta rappresentanza regionale e nazionale che la città vanta nelle sedi istituzionali.
Crediamo allora che si debba dare conto in sede di civico consesso e per questo chiediamo l’intervento in prima persona di deputati, di commissione salute e dei sindaci del distretto. Il servizio sanitario è al collasso a livello locale e nazionale. Non c’è traccia delle tanto attese case di comunità, che avrebbero dovuto fare da collante tra il cittadino ed i servizi sanitari più complessi. Il pronto soccorso di Milazzo è intasato, la salute dei cittadini è in pericolo. L’attuale stato di cose è inaccettabile”.

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