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SuperLeague? No, SuperFlop!



Sono state un sogno oppure un incubo, dipende dai punti di vista di tifosi e calciatori, le 48 ore trascorse tra l’annuncio della creazione di una nuovissima e ricchissima competizione europea denominata SuperLeague e la sua momentanea sospensione, causa l’abbandono di alcune delle dodici squadre fondatrici che domenica scorsa avevano ufficializzato la loro volontà nel creare un torneo che, secondo gli organi di Uefa e FIFA, avrebbe danneggiato le competizioni europee già esistenti, generando così un terremoto sportivo e mediatico senza precedenti.

La SuperLeague, che doveva avere l’obiettivo di rivoluzionare il mondo del calcio, si ferma prima del suo inizio pronosticato dal Presidente del Real Madrid, Florentino Perez, per agosto 2021, dando vita a nuove e dure polemiche contro chi credeva nella futura riuscita del torneo.

Dopo le “minacce” da parte del Presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, di escludere i club partecipanti dai campionati nazionali e, soprattutto, dopo la rabbia e le proteste di centinaia di migliaia di tifosi, alcune delle squadre che avrebbero dovuto sfidarsi in questo nuovo format sportivo hanno fatto marcia indietro, rinunciando anche ai lauti introiti derivanti dal progetto.

Il primo club a dire no alla partecipazione a quella che molti hanno definito come “la morte del calcioè stato il Manchester City di Pep Guardiola; infatti, la società inglese ha annunciato di aver preso le distanze dalla SuperLeague e si è scusata con i supporters che si erano ribellati sui social.

Subito dopo, nel corso della serata di ieri, anche gli altri club inglesi: Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester United e Tottenham hanno abbandonato il torneo, ricevendo “il perdono” del Presidente Čeferin che, tramite un comunicato della Uefa, ha affermato: “È ammirevole ammettere un errore e queste società ne hanno commesso uno grosso, ma ora sono di nuovo con noi e so che hanno molto da offrire alle nostre competizioni e a tutto il calcio europeo. Ciò che è importante ora è andare avanti insieme, ricostruendo l'unità di cui godeva prima il nostro sport.

Venuti a conoscenza della notizia dell'abbandono delle squadre di Premier League, i soci della SuperLeague si sono dati appuntamento in una riunione straordinaria, svoltasi nella tarda serata di ieri, per discutere quale sarebbe stato il futuro della competizione.

Dopo alcune ore e molte indiscrezioni i club superstiti, attraverso un comunicato stampa, si sono espressi così: “La European Super League è convinta che l’attuale status quo del calcio europeo necessita di un cambiamento.

Proponiamo una nuova competizione europea perché il sistema esistente non funziona. L’obiettivo della nostra proposta è quello di permettere allo sport di evolvere e allo stesso tempo generare risorse e stabilità per l’intera piramide calcistica, compresi gli aiuti per superare le difficoltà finanziarie a cui è andata incontro l’intera comunità calcistica a causa della pandemia.

Inoltre, la nostra proposta fornirebbe agli stakeholder del calcio contributi di solidarietà significativamente migliorati. Nonostante l'annunciata uscita dei club inglesi, costretti a prendere tali decisioni a causa delle pressioni esercitate su di loro, siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente conforme alle leggi e ai regolamenti europei, come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale che tutela la Super League dalle azioni di terzi.

Alla luce delle circostanze attuali, valuteremo i passi più opportuni per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i contributi di solidarietà per l'intera comunità calcistica".

Dopo queste parole anche Inter e Atletico Madrid, in mattinata, hanno ufficializzato l'uscita dal torneo, dando ascolto ai tifosi assolutamente contrari a far parte del progetto. Abbandona anche il Milan, affermando: "La voce e le preoccupazioni dei tifosi sono state forti e chiare. Continueremo comunque a impegnarci per definire un modello sostenibile per il mondo del calcio".

La rivoluzione voluta fortemente da Florentino Perez e Andrea Agnelli resterà incompiuta…forse per sempre.


Giuseppe Cannistrà