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ULIVO: UNO DEI SIMBOLI DELLA SICILIA


Nella cultura siciliana la pianta di ulivo si impone come immagine stessa dell’isola. Rappresenta il simbolo della pace, infatti si trova in molte opere d’arte siciliane.

Quest’albero è considerato sacro e immortale, il più antico in Sicilia si trova a Pettineo nel messinese.

Su questa pianta si narrano diverse leggende, ma vi sono anche delle testimonianze storiche del suo arrivo in Sicilia.

Una delle leggende racconta che Aristeo, figlio del dio Apollo, durante il suo passaggio nell’isola, decise di donare ai siciliani un albero di ulivo e insegnò loro l’arte della coltivazione.

Di questa nobile pianta se ne fa cenno anche nell’Odissea, dove pare che Ulisse abbia accecato il ciclope Polifemo, proprio con un tronco di ulivo.

Sembra però, che storicamente, siano stati i Fenici e i Micenei ad imporre nell’isola questa pianta originaria delle regioni a nord-est del Mar Caspio, tra il IV e l’VIII secolo a.C. come dimostrano le testimonianze di Diodoro Siculo.

Fu una pianta sacra anche per i Sicelioti (greci di Sicilia) i quali punivano con l’esilio chi sradicava quest’albero.

Ma fu durante la dominazione araba che la coltivazione venne maggiormente praticata. Ancora oggi si usano dei termini che provengono proprio dall’arabo e che riguardano gli attrezzi usati per la raccolta e la conservazione delle olive, la “giara” (arabo giarra, recipiente d’argilla per tenere l’olio), la “brunia” (arabo burniya, vaso di argilla cotta per mettere le olive), la “coffa” (arabo quffa, corda intrecciata per tenere la pasta da mettere sotto il torchio), il “tumminu” (arabo tumn, unità di misura per le olive).

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