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Cateno De Luca, un discorso di fine anno che arriva ad un movimento meridionalista



Nel messaggio di fine anno De Luca ha parlato variamente dell’evoluzione della situazione pandemica gestita in città, parlando inoltre di uno “stato di guerra” determinato a seguito della pandemia, del consenso informato alla vaccinazione covid-19, condividendo anche il suo essere d’accordo su un obbligo vaccinale, e difendendosi anche dagli attacchi politici legati alla sua gestione. Nel calderone di cui si conosce già la ricetta vi è comunque la presidenza della regione. Nel discorso di fine anno ha infatti anticipato la sua prossima sfida per il 2022. De Luca, ha terminato il suo discorso affermando che, da Messina, dall’esito delle elezioni di fine maggio dipenderà l’esito delle elezioni regionali del 6 di novembre, da cui, a sua volta dipenderà l’affermazione di un movimento meridionalista che sappia condizionare in positivo il sistema partitico a trazione nordista.

Facendo comunque una panoramica generale, diverse sono le teorie sulle sue anticipate dimissioni di febbraio perché, tra le motivazioni, ci sarebbe anche la guerra tra sindaco e consiglio perdurata in questi tre anni e che è sfociata nella nomina di un ispettore da parte dell’Assessorato regionale per le Autonomie Locali. Oltre al caso della mancata discussione della Relazione annuale di recente, un altro nodo ha visto il rinvio del voto sul conto consultivo e, dell’approvazione delle variazioni di bilancio tirato all’ultimo giorno dell’anno. Della sua programmazione amministrativa De Luca è comunque pronto a dimostrare l’esito positivo anche nel Piano pluriennale di riequilibrio seppure , questo, deve essere confermato dalla Corte dei Conti.

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